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Mortalità Infantile (2014)
16.02.2015 21:35

La vita di milioni di bambini non può essere affidata al caso come in una lotteria. Non può dipendere da dove si nasce, dal benessere dei genitori o dall'etnia. Eppure questi fattori sono ancora decisivi, perché la "mortalità infantile" diminuisce troppo lentamente o addirittura sta aumentando tra i più svantaggiati di 60 paesi a basso o medio reddito.

Gli sforzi per porre fine alla mortalità infantile dovuta a cause prevenibili, hanno fatto sì che milioni di vite venissero salvate dall'inizio del nuovo secolo. Un progresso che però maschera grandi disuguaglianze. I gruppi di bambini più svantaggiati socialmente, economicamente e per etnia, sono stati lasciati indietro rispetto ai loro coetanei benestanti in più di tre quarti dei paesi in via di sviluppo. Fra questi bambini e in queste aree del mondo si registra un incremento della mortalità infantile e differenze crescenti nelle condizioni di vita e salute rispetto ai coetanei con un migliore status socio-economico.

Il nuovo rapporto di Save the Children "Lottery of Birth" (letteralmente la lotteria di nascere), analizza i dati relativi a 87 paesi del mondo a basso e medio reddito, relativamente  a 4 gruppi di popolazione differenti,

  • minori che vivono in aree rurali o cittadine,
  • in sub regioni,
  • appartenenti a minoranze etniche,
  • a gruppi svantaggiati sotto il profilo socio-economico

In particolare nel 78% dei paesi analizzati nel rapporto, almeno uno dei 4 gruppi svantaggiati ha visto ridurre molto più lentamente la mortalità infantile rispetto alla fascia di popolazione più benestante, mentre nel 16% delle nazioni prese in esame le disparità nei tassi di sopravvivenza infantile sono aumentati in tutti i 4 gruppi.

Una disuguaglianza evidente in Niger dove un bambino nato nella regione con il tasso di mortalità più alto nel 2012, aveva una probabilità quasi 5 volte maggiore di morire prima del suo quinto compleanno rispetto ai bambini della regione con il tasso più basso. Nel 1998 questo rischio era la metà.

In Rwanda la mortalità infantile è scesa fra il 2000 e il 2013 da 182 a 52 morti ogni 1.000 nati vivi. Il paese ha inoltre conosciuto una significativa riduzione delle disuguaglianze nella salute, sia dal punto di vista dei tassi i di mortalità infantile che della copertura dei servizi sanitari.

Il 98% dei bambini di 1 anno nel 2010 era stato vaccinato contro difterite-tetano-pertosse, una percentuale più alta che in Gran Bretagna.

Nel 2000, le donne appartenenti ai gruppi sociali più ricchi avevano 3 possibilità in più rispetto a quelle più povere di partorire alla presenza di personale specializzato.

Nel 2010, questa differenziazione era passata a 1,4 volte, con il 64% di partorienti assistite al momento del parto contro il 22% nel 2000.

In Malawi, nel 2000, i bambini nelle aree rurali avevano 1 volta e mezzo di possibilità in più di morire rispetto a quelli di città. Queste disparità nel 2010 sono state appianate.

In generale, la mortalità infantile nel paese è passata da 244 decessi ogni 1.000 nascite nel 1990 a 68 ogni 1.000 nel 2013. La copertura delle vaccinazioni contro difterite-tetano-pertosse nelle zone rurali è passata dal 78% del 2000 al 91% nel 2010, a fronte del 94% nelle città, e questo sforzo ha contribuito a ridurre in modo significativo la mortalità infantile in modo uniforme in tutto il paese.

Oggi ogni giorno nel mondo muoiono circa 18.000 bambini (750 ogni ora) per malattie facilmente curabili o prevenibili.Bambini che non riescono a compiere il loro 5° anno. E non succede in modo omogeneo ovunque, ma con differenze inaccettabili a seconda di dove di nasce, a seconda del contesto socio-economico, a seconda dell'appartenenza etnica, e sempre più spesso anche a seconda della religione di appartenenza.

Insomma, ancora nel 2015 nascere è una vera è propria lotteria. Dobbiamo fare in modo che questi miglioramenti avvengano su ampia scala se vogliamo debellare la mortalità infantile entro il 2030 e impedire che si continui a morire per cause banali, solo perché si nasce in un luogo piuttosto che in un altro e in determinate condizioni sociali.

L'opportunità di guidare questo cambiamento, stabilendo nuovi e più ambiziosi obiettivi sulla sopravvivenza infantile e materna che potranno essere perseguiti però solo a patto che si arrivi a una copertura sanitaria universale e che siano raggiunti anche i bambini più poveri ed emarginati.

(Fonte Save the Children)

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• Mortalità Infantile (Nota)

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