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Alle nostre ragazze di Benin City
23.02.2015 22:55

Chi scrive questa nota è stata una delle tantissime "Ragazze di Benin City", tra il 1995 e il 2004, prima in Italia e poi in Spagna. Io non potrò mai dimenticarmi di loro, non potrò mai dimenticare gli incubi, la solitudine, le botte, le paure, i pianti, i clienti bastardi. Io non potrò mai dimenticare queste "ragazze", spesso ancora bambine, che, specialmente durante i periodi di festa o di vacanza (quando c'è più "lavoro"), sono sottoposte alle più subdole costrizioni psicologiche e fisiche.

Chi sono le Ragazze di Benin City. Sono ragazze nigeriane portate illegalmente in Italia convinte con false promesse di lavoro con il quale potrebbero aiutare la loro famiglia. Ragazze che lasciano tutto, la famiglia e le amicizie, per venire in Italia convinte di fare le parrucchiere, le baby sitter, le domestiche o donne delle pulizie, commesse nei supermercati, oppure operaie nelle fabbriche. Ed invece si ritrovano "schiave sessuali" nelle mani della mafia nigeriana che le costringe a prostituirsi nelle strade d'Italia. L'80% delle ragazze africane costrette a prostituirsi in Italia provengono dalla città di Benin City, capoluogo dell'Edo State nel sud della Nigeria. Ecco perché le abbiamo soprannominate "Le Ragazze di Benin City".

Queste ragazze devono pagare un debito altissimo alla "mafia nigeriana", un debito che varia dai 40 mila fino ai 90 mila euro, costrette a pagare con la minaccia di ritorsioni verso la famiglia in Nigeria, con la minaccia di morte e violenze personali, ma anche con la minaccia del woodoo (rito animista della Nigeria del Sud) a cui le ragazze meno acculturate credono ciecamente e ne hanno perfino paura. Sono ragazze che provengono da famiglie povere o disagiate, spesso vendute o "cedute" ai trafficanti dai loro stessi genitori in cambio dell'estinzione di un debito, in cambio di un piccolo terreno da coltivare o di poche migliaia di dollari.

Sono ragazze impaurite, diffidenti che si trovano in paese straniero senza conoscere la lingua, senza conoscere le leggi e le possibili scappatoie per uscire da una situazione di schiavitù, private di tutti i documenti personali, senza sapere che ci sono associazioni che le potrebbero aiutare.

Il loro mondo è solo la loro "mamam", altre ragazze nigeriane vittime della medesima sorte, e i "clienti" che spesso non pensano al dramma che queste ragazze hanno nel Cuore, non pensano all'età di queste ragazze, sempre più spesso minorenni, ma pensano solo a saziare la loro libidine con una "sveltina" da 10-20 euro, e che non fanno altro che arricchire gli sfruttatori e i trafficanti. Questi "clienti" noi li chiamiamo "stupratori a pagamento".

L'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine ha dichiarato che la Nigeria si trova all'8° (ottavo) posto tra gli stati con la più alta percentuale di traffico di esseri umani del mondo.

I dati USMI (Caritas Italiana) confermano che in Italia ci sono tra le 75.000 e le 120.000 ragazze vittime di tratta e schiavitù sessuale e che circa il 60% di questo numero è di nazionalità nigeriana. La riduzione in schiavitù in Italia, nonostante le tantissime campagne informative e la repressione, è aumentata del 300% rispetto al 1998.

In Italia ci sono 110 "Case di Accoglienza" per donne vittime di tratta e schiavitù sessuale (case protette). Un lavoro incredibile che dobbiamo soprattutto ad una suora straordinaria, Suor Eugenia Bonetti, che dopo 20 anni di missione in Africa, dal 1998 si dedica alle ragazze vittime di tratta in Italia. Di questo argomento parla il suo ultimo libro, "Spezzare le Catene", nel quale è citata anche della mia "storia personale".

Alle nostre "Ragazze di Benin City" voglio solo fare una preghiera, una preghiera che viene dal più profondo del Cuore .. Il (vostro) futuro dipende da voi, fate come me .. NON abbiate paura, DENUNCIATE I VOSTRI SFRUTTATORI, qui fuori c'è sempre qualcuno che vi aiuterà.

Donne che siete sfruttate, vittime di una schiavitù orribile, quella sessuale che vi ruba gli anni più belli della vostra vita .. Non perdete mai il senso della Vita, Non perdete mai il senso della dignità, Non perdete mai la Speranza. Denunciate i vostri sfruttatori.

(Maris, ex Ragazza di Benin City)

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