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2014, anno orribile per i bambini del mondo
24.02.2015 15:44

Il 2014 è stato un anno di orrore, paura e disperazione per milioni di bambini, esposti a violenze, reclutati con la forza o individuati deliberatamente come obiettivi da gruppi combattenti. E molte di queste crisi nemmeno catturano più l'attenzione del mondo.

Secondo l'Unicef questo è stato un anno devastante per milioni di bambini. Uccisi mentre erano nelle scuole a studiare o mentre erano nello loro case. Bambini rimasti orfani, bambini che sono stati rapiti, torturati, arruolati come combattenti e perfino venduti come schiavi. Mai nella storia recente così tanti bambini sono stati soggetti a brutalità così orribili.

Nel corso dell'anno, ben 15 milioni di bambini sono stati coinvolti in conflitti armati:

  • Siria,
  • Iraq,
  • Repubblica Centrafricana,
  • Sud Sudan,
  • Palestina,
  • Ucraina.

Un numero che comprende anche tutti i minori sfollati all'interno di stati coinvolti in conflitti armati, o bambini rifugiati all'estero. A livello globale, sono 230 milioni i bambini che vivono in Stati e regioni attualmente colpite da conflitti armati.

Centinaia di bambini sono stati rapiti mentre erano o si recavano a scuola. Decine di migliaia sono stati reclutati o impiegati in combattimento da forze o gruppi armati. E sono aumentati a dismisura gli attacchi contro scuole per scopi militari.

Le cifre della vergogna:

  • Repubblica Centrafricana .. 2,3 milioni di bambini sono stati coinvolti dalla guerra civile riesplosa nel 2013. Si stima che nel 2014 circa 10.000 bambini siano stati reclutati da gruppi armati e almeno 430 bambini siano stati uccisi o mutilati, il triplo rispetto al 2013.
  • Striscia di Gaza .. 54.000 bambini sono rimasti senza casa a seguito dei 50 giorni di conflitto tra Hamas e Israele della scorsa estate, nel quale 538 bambini e adolescenti sono rimasti uccisi e più di 3.370 feriti.
  • Siria .. Sono oltre 7,3 milioni i minori colpiti dal conflitto, che si protrae ormai da tre anni e mezzo. Sono 1,7 milioni i bambini rifugiati all'estero. Le Nazioni Unite hanno accertato almeno 35 attacchi armati contro le scuole, solo nei primi nove mesi dell'anno, nel corso dei quali 105 bambini sono stati uccisi e altri 300 sono stati ferirti.
  • Iraq .. Si stima che 2,7 milioni di bambini siano stati coinvolti dalle ostilità. Almeno 700 bambini sono stati uccisi, mutilati o hanno persino subito esecuzioni capitali. Sia in Siria che in Iraq, minori sono stati vittime, testimoni e anche perpetratori di violenze brutali ed estreme.
  • Sud Sudan .. 235.000 bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione acuta o grave, che pone a immediato rischio di morte. Quasi 750 mila bambini sono sfollati e più di 320 mila vivono come rifugiati. Secondo dati verificati dall'ONU, nel 2014 almeno 600 bambini sono stati uccisi e oltre 200 hanno subito amputazioni. Ben 12.000 minorenni vengono attualmente impiegati in atti di guerra sia da gruppi ribelli che dalle forze armate regolari.

Il numero delle crisi umanitarie registrate nel 2014 induce a capire come molte di esse siano state velocemente dimenticate, oppure hanno ricevuto un'attenzione minima da parte della comunità internazionale, eppure sono crisi umanitarie gravissime che hanno mietuto migliaia di vittime, e tra di essi moltissimi sono bambini o adolescenti:

  • Afghanistan,
  • Repubblica Democratica del Congo,
  • Nigeria,
  • Pakistan,
  • Somalia,
  • Sudan e Darfur,
  • Yemen.

Epidemia di Ebola .. A questi conflitti di lunga durata si è aggiunta nel corso dell'anno l'epidemia di ebola in Sierra LeoneGuinea e Liberia che ha lasciato migliaia di bambini orfani e provocato l'interruzione di percorsi scolastici almeno 5 milioni di bambini.

È paradossale che in questo 2014, 25° anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia, un anno in cui è stato complessivamente celebrato il progresso per i diritti dei bambini a libello globale, i diritti di milioni di bambini, in alcune regioni del pianeta invece sono così brutalmente violati.

Le violenze e i traumi non soltanto danneggiano il singolo bambino, ma minano anche la forza della società. Il mondo può e deve fare di più per rendere il 2015 un anno migliore per l'infanzia. Per ogni bambino che cresce forte, sano, in salute e istruito è un bambino che potrà dare un contributo positivo al proprio futuro, a quello della sua famiglia e a quello della società a cui appartiene, e del suo paese, e complessivamente renderà migliore il futuro dell'intera comunità globale.
(Maris)

Fonti e dati Unicef

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